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7. La Costituzione della Repubblica Romana, 3 luglio 1849

PRINCIPI FONDAMENTALI

1. La sovranità è per diritto eterno nel popolo. Il popolo dello Stato Romano è costituito in repubblica democratica.

2. Il regime democratico ha per regola l’uguaglianza, la libertà, la fraternità. Non riconosce titoli di nobiltà, né privilegi di nascita o casta.

3. La Repubblica colle leggi e colle istituzioni promuove il miglioramento delle condizioni morali e materiali di tutti i cittadini.

4. La Repubblica riguarda tutti i popoli come fratelli: rispetta ogni nazionalità: propugna l’italiana.

[...]

7. Dalla credenza religiosa non dipende l’esercizio dei diritti civili e politici.

8. Il Capo della Chiesa Cattolica avrà dalla Repubblica tutte le guarentigie necessarie per l’esercizio indipendente del potere spirituale.

Titolo I. DEI DIRITTI E DEI DOVERI DE’ CITTADINI

Art. 1. – Sono cittadini della Repubblica:

Gli originarii della Repubblica;

Coloro che hanno acquistata la cittadinanza per effetto delle leggi precedenti;

Gli altri Italiani col domicilio di sei mesi;

Gli stranieri col domicilio di dieci anni;

I naturalizzati col decreto del potere legislativo.

[...]

Art. 3. – Le persone e le proprietà sono inviolabili.

[...]

Art. 5. – Le pene di morte e di confisca sono proscritte.

Art. 6. – Il domicilio è sacro: non è permesso penetrarvi che nei casi e modi determinati dalla legge.

Art. 7. – La manifestazione del pensiero è libera; la legge ne punisce l’abuso senza alcuna censura preventiva.

Art. 8. – L’insegnamento è libero. Le condizioni di moralità e capacità, per chi intende professarlo, sono determinate dalla legge.

[...]

Art. 11. – L’associazione senz’armi e senza scopo di delitto, è libera.

Titolo II. DELL’ORDINAMENTO POLITICO

Art. 15. – Ogni potere viene dal popolo. Si esercita dall’Assemblea, dal Consolato, dall’Ordine giudiziario.

Titolo III. DELL’ASSEMBLEA

Art.16. – L’Assemblea è costituita da Rappresentanti del popolo.

Art. 17. – Ogni cittadino che gode i diritti civili e politici a 21 anni è elettore, a 25 è eleggibile.

[...]

Art. 26. – I rappresentanti del popolo sono inviolabili per le opinioni emesse nell’Assemblea, restando interdetta qualunque inquisizione.

[...]

Art. 28. – Ciascun rappresentante del popolo riceve un indennizzo cui non può rinunciare.

Art. 29. – L’Assemblea ha il potere legislativo: decide della pace, della guerra e dei trattati.

Art. 30. – La proposta delle leggi appartiene ai rappresentanti e al Consolato.

[...]

Titolo VI. DEL POTERE GIUDIZIARIO

Art. 49. – I giudici nell’esercizio delle loro funzioni non dipendono da altro potere dello Stato.

Art. 50. - Nominati dai consoli ed in consiglio de’ ministri sono inamovibili, non possono essere promossi, né traslocati che con proprio consenso, né sospesi, degradati, o destituiti se non dopo regolare procedura o sentenza.

[...]

Titolo VII. DELLA FORZA PUBBLICA

[...]

Art. 57. – L’esercito si forma per arruolamento volontario o nel modo che la legge determina.

Art. 58. – Nessuna truppa straniera può essere assoldata, né introdotta nel territorio della Repubblica, senza decreto dell’Assemblea.

Art. 59. – I generali sono nominati dall’Assemblea sopra proposta del Consolato.

[...]

Art. 61. – Nella guardia nazionale ogni grado è affidato per elezione.

Art. 62. – Alla guardia nazionale è affidato principalmente il mantenimento dell’ordine interno e della costituzione.

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Fonte: La Costituzione della Repubblica Romana, 3 luglio 1849.

La difesa di Roma: inizia il mito di Garibaldi

Gerolamo Induno, Garibaldi sul Gianicolo Clicca sull'immagine per ingrandire
Fonte: Gerolamo Induno, Garibaldi sul Gianicolo, olio su tela, 1849, Museo del Risorgimento, Milano.

La repubblica romana

Durante l’estate del ’48 a Roma il pontefice e gli esponenti moderati faticano a tenere a freno le aspettative dei circoli democratici popolari che chiedono maggiori concessioni in senso riformista. Approfittando della pausa estiva dei lavori della Camera, eletta a suffragio ristretto in primavera, il Papa nomina a capo di un nuovo governo Pellegrino Rossi, che è stato ambasciatore del governo francese di Guizot e di Luigi Filippo presso la Santa Sede e rappresenta la voce contraria a un ulteriore impegno dello stato pontificio alla causa italiana. Appena si diffonde la notizia si scatenano attacchi di stampa e proteste dei gruppi più radicali, fino a che la situazione precipita e Rossi viene assassinato da un gruppo di giovani di orientamento mazziniano (15 novembre). Il giorno dopo il Quirinale viene occupato dalla folla che chiede un governo più democratico. Il 24 novembre il papa, ormai convinto di aver perso il controllo della situazione, fugge dalla città e si rifugia a Gaeta nei territori del Regno delle Due Sicilie. A Roma si procede all’elezione di un’assemblea costituente che decida la forma del nuovo stato. Le elezioni si tengono a suffragio universale maschile diretto e il 9 febbraio sanciscono l’istituzione di una repubblica che durerà, tra alterne vicende, fino all’arrivo delle truppe francesi del generale Oudinot che occupano definitivamente Roma il 3 luglio del 1849.

Domande

  1. Quali furono i principali provvedimenti presi dalla Repubblica Romana?
  2. In che modo è stato ridimensionato il ruolo del papa?
  3. In quale situazione è avvenuta la promulgazione della Costituzione della Repubblica?
  4. Quali sono i valori proclamati da questa carta costituzionale e quali i diritti riconosciuti ai cittadini?
  5. A quali organismi sono assegnati i poteri dello stato? Sono divisi allo stesso modo nello Statuto Albertino?
  6. Quale fu l’episodio che diede origine al “mito garibaldino”?
  7. Perché Garibaldi divenne l’eroe-simbolo del risorgimento?

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Descrizione e Analisi

Nel corso dell’estate del ’48, la situazione a Roma precipita dopo l’uccisione di Pellegrino Rossi, che era stato nominato dal papa a capo di un nuovo governo non favorevole alla prosecuzione della guerra nazionale. Il 15 novembre la città è percorsa da gruppi di repubblicani filo-mazziniani e da popolani che chiedono un governo democratico. Il giorno dopo una folla inferocita prende d’assalto il Quirinale, dove un centinaio di guardie svizzere assicura la sicurezza del papa, che, temendo il dilagare delle violenze, acconsente a nominare un ministero d’impronta democratica. Ciò non è però sufficiente a calmare la situazione, tanto che il 24 novembre Pio IX preferisce fuggire a Gaeta, nei territori del Regno delle Due Sicilie. Dopo una fase di accesi dibattiti e confronti politici tra i gruppi moderati e quelli più radicali, si tengono le elezioni per un’assemblea costituente, a suffragio universale maschile diretto. Dopo pochi giorni si aprono i lavori della costituente che proclama l’istituzione della repubblica in conformità ad un decreto che dichiara decaduto di fatto e di diritto il governo temporale del Papato. Al tempo stesso vengono decise l’abolizione del Tribunale del Sant’Uffizio, l’eliminazione della censura sulla stampa e la nazionalizzazione di tutte le proprietà degli enti ecclesiastici. Mazzini è nominato membro dell’Assemblea, che immediatamente incita a riprendere la guerra contro l’Austria, in funzione nazionale, facendo deliberare l’invio di ben 10.000 uomini a sostegno dell’esercito piemontese. Poco dopo giunge però la notizia della definitiva sconfitta sabauda a Novara e della richiesta pontificia a Francia, Austria, Spagna e Regno di Napoli di un interevento militare per ristabilire il potere del papa: la speranza di una rapida riscossa nazionale sembra tramontata definitivamente. L’Assemblea decide allora di nominare un “triunvirato”, nelle persone di Mazzini, Armellini e Saffi, cui concede “poteri illimitati per la guerra d’indipendenza e per la salvezza della Repubblica”. Nel frattempo il governo della Repubblica vara una legislazione sociale che, pur con tutti i limiti di un paese ancora fortemente arretrato, è la prima in Italia e la più avanzata tra quelle dei governi costituzionali del biennio rivoluzionario. Si stabilisce, ad esempio, che le terre di proprietà ecclesiastica, ora nazionalizzate, siano divise in piccoli appezzamenti e date “alle famiglie del popolo sfornite di altri mezzi” in affitto permanente contro un modesto canone da pagarsi alle casse dello stato. La normativa non entrerà mai in vigore per il drammatico evolversi della situazione militare che costringerà la Repubblica ad impegnare tutte le sue risorse nell’organizzazione della difesa contro l’esercito francese che è intervenuto, per volere del nuovo governo di Luigi Bonaparte, a sostegno del papa. La proposta di Mazzini di condurre la difesa ad oltranza è accolta all’unanimità dall’Assemblea. L’esercito di cui dispone la Repubblica è composto di volontari provenienti da varie regioni della penisola, tra cui quelli della Legione italiana, guidati da Giuseppe Garibaldi, e i Bersaglieri lombardi di Luciano Manara. Garibaldi, il mitico generale che diviene uno dei personaggi simbolo del risorgimento, guida la prima eroica controffensiva, mentre da sud muovono anche i soldati di Ferdinando II che arrivano fin quasi a Roma. A questo punto il Governo repubblicano stipula una tregua con i francesi, che serve soprattutto a questi ultimi per rafforzare il proprio contingente militare e preparasi ad una nuova offensiva. Il 3 giugno, un giorno prima della scadenza della tregua, l’esercito francese riprende l’attacco che si prolunga per un mese fino all’assalto decisivo della fine di giugno. Pochi giorni dopo la città, ormai allo stremo, capitola definitivamente: il generale Oudinot dichiara ristabilito il potere temporale del papa. Molti patrioti sono costretti a fuggire, alcuni muoiono durante i combattimenti, altri, come Mazzini, riescono a rimanere in città da privati cittadini. (domande 1 - 2 – 3)

Il testo, approvato il 3 luglio del 1849 dall’Assemblea Costituente mentre Roma è ormai accerchiata dall’esercito francese del generale Oudinot, rappresenta il testamento politico della Repubblica romana e il punto più alto e avanzato sul piano democratico delle costituzioni del ’48 in Italia. Ai valori fondamentali di matrice illuminista (uguaglianza, libertà, fraternità) si aggiungono i principi della tradizione liberale, nel riconoscimento dei diritti civili (libertà di stampa, di espressione, di associazione, di proprietà) e quelli della concezione democratica (diritti politici). La Repubblica è, infatti, diretta espressione del popolo, cui appartiene esclusivamente la sovranità; ogni singolo cittadino può esercitare la cittadinanza attiva e passiva (suffragio universale maschile). E’ sancita inoltre la libertà religiosa e d’insegnamento, la separazione del potere legislativo da quello esecutivo e giudiziario, il principio della turnazione e dell’elettività di ogni carica dello Stato, l’abolizione della pena di morte e l’inviolabilità del domicilio. (domande 4 -5)

Durante l’offensiva francese la difesa di Roma è organizzata dal generale Avezzana con la costituzione di quattro divisioni. La prima divisone, agli ordini di Garibaldi, ha il compito di difendere la zona del Gianicolo, una delle ultime parti della città a capitolare sotto il bombardamento dell’esercito francese, dopo due settimane di strenua resistenza di civili e truppe volontarie. Prima della capitolazione, Garibaldi riunisce in Piazza san Pietro 4.000 uomini e fa distribuire un manifestino:”Soldati! Ciò che io offro a quanti vogliono seguitarmi, eccolo: fame, freddo, sole; non paga, non caserma, non munizioni, ma avvisaglie continue, marce forzate e fazioni alla baionetta. Chi ama la patria e la gloria, mi seguiti.” Molti saranno, nel corso degli avvenimenti che porteranno all’unificazione, i volontari che seguiranno Garibaldi nelle sue imprese, anche dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861, quando il generale si scontrerà con le truppe regolari dell’esercito italiano per “liberare” Roma dall’autorità del papa e farla diventare la “naturale” capitale del nuovo stato. Le sue imprese militari, sempre vittoriose, la sua abnegazione alla causa patriottica, la sua sincera fede democratica e il suo spirito rivoluzionario gli produssero una fama indiscussa che per generazioni incarnò lo spirito stesso della riscossa nazionale. A due secoli dalla sua nascita, avvenuta a Nizza il 4 luglio 1807, le iniziative di commemorazione, le biografie, le pubblicazioni, più o meno romanzate, sulle sue imprese e sulla sua avventurosa vita sono state assai numerose. Dopo un periodo di momentaneo oblio, durante il quale la sua figura è stata sottoposta a un ridimensionamento storiografico, “l’eroe dei due mondi” colpisce ancora la fantasia degli italiani e attira pubblico e lettori, mantenendo intatto il suo mito di personaggio leggendario che contribuì egli stesso a costruire e che lo rese famoso e amato in tutto il mondo ancor prima della morte. La sua figura, rappresentata quasi in modo sacrale, durante tutto l’ottocento, venne riprodotta ovunque, in Italia e all’estero, su oggetti di largo consumo, mobili, ritratti, manifesti, tazzine da tè e vasellame, vera e propria icona della lotta per la libertà dei popoli Garibaldi rappresentò l’anima popolare del Risorgimento, il lato rivoluzionario, le aspirazioni più genuinamente patriottiche e ideali, perché fu uomo d’azione e non di diplomazia, perché seppe comunicare con la maggioranza della popolazione italiana, raccogliendone le speranze di libertà e di emancipazione. Ciò fu evidente non solo durante le sollevazioni popolari del 1848, ma soprattutto in seguito allo sbarco garibaldino in Sicilia, quando la tumultuosa avanzata dei Mille (maggio-ottobre 1860) era preceduta da un’insurrezione generale che in molti casi precedeva il loro arrivo (domande 6 - 7).

Altre informazioni

Sulle esperienze della Repubblica romana è possibile consultare la miscellanea dei documenti in http://www.archiviocapitolino.it/.../REPUBBLICA%20ROMANA%20MISCELLANEA%”=DI%DOCUMENTI

Presso il Museo di Roma in Trastevere è allestita la mostra fotografica “Il Risorgimento dei romani. Fotografie dal 1849 al 1870” che raccoglie 100 immagini degli avvenimenti di quegli anni. Il catalogo è consultabile in italiano: http://museiincomuneroma.wordpress.com/2010/09/23/il-risorgimento-dei-romani-fotografie-dal-1849-al-1870/ in inglese è possibile consultare il catalogo di: “The Risorgimento in colour: panters and patriots in Roma in the XIX century” in http://:en.museodiroma.it/il_risorgimento_a_colori_pittori_patrioti_e_patrioti_pittori_nella_roma_del_XIX_secolo